Istituto Comprensivo Vasto 1

La scuola Spataro ricorda il Giorno della Memoria con la testimonianza del prof. Nicola D’Adamo. “I campi di internamento di Istonio Marina”

La scuola Spataro ricorda il Giorno della Memoria con la testimonianza del prof. Nicola D’Adamo. “I campi di internamento di Istonio Marina”

Le classi quinte della Scuola Primaria “G. Spataro” IC1 di Vasto hanno vissuto il Giorno della Memoria con un ospite speciale, il prof. Nicola D’Adamo che con modalità on line ha spiegato ai ragazzi le caratteristiche dei campi di internamento di Istonio Marina.

Ha spiegato che durante la Seconda Guerra Mondiale sono stati istituiti campi di internamento nelle Marche, nel Molise e in Abruzzo. Erano regioni tranquille e non c’era resistenza da parte della popolazione. In tutto l’Abruzzo furono 74 i campi, ognuno aveva una tipologia di internati diversi. A Vasto, allora chiamato Istonio, c’erano gli uomini pericolosi, a Lanciano invece le donne. Erano dislocati in due strutture: la villa degli eredi Marchesani e l’albergo dell’avv. Oreste Ricci e sono riusciti a contenere fino a 185 persone, con servizi igienici insufficienti, infissi inadeguati, vitto scarso. Gli internati erano ebrei, cittadini stranieri e oppositori al Nazifascismo. I campi di internamento vastesi furono occupati fino a ottobre del 1943.

In quel periodo ha spiegato il prof. Nicola D’Adamo, Vasto Marina era un borgo di pescatori e arrivava a circa un centinaio di persone, non c’era la S16, esisteva solo la strada provinciale e la ferrovia come vie di comunicazione, ma erano molto controllate. La scelta fu proprio quella di individuare luoghi isolati e tranquilli dove era difficile evadere.

Tante le domande dei ragazzi delle quinte per comprendere meglio questa dolorosa pagina della storia locale.

L’ex preside ha sottolineato inoltre l’importanza della Giornata della Memoria che ricorda una data importante quella del 27 gennaio 1945, quando le truppe sovietiche dell’Armata Rossa abbatterono i cancelli di Auschwitz e rivelarono al mondo, per la prima volta, la realtà del genocidio in tutto il suo orrore.

La data della liberazione di Auschwitz, raccontata da Primo Levi in La tregua, è diventata il Giorno della Memoria per volontà dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che ha deciso di istituire nel 2005 la “Giornata internazionale di commemorazione in memoria delle vittime della Shoah”.

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario” Primo Levi

 

 

 

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